Descrizione
Autore: Giovanni Cardamone.
Il grandioso palazzo palermitano dei Ventimiglia, marchesi di Geraci e principi di Castelbuono, semidistrutto dai bombardamenti aerei dell’ultima guerra, era uno dei più importanti della città, sia per dimensioni che per qualità artistico-architettoniche. Le raffinate decorazioni plastiche e pittoriche, insieme alle rifiniture e alle prerogative degli spazi residenziali, gli conferivano un carattere regale, al punto tale che Ferdinando III, durante il suo primo soggiorno in Sicilia, lo scelse per ospitarvi il duca di Berry, erede al trono di Francia, sottraendolo coattivamente al suo proprietario.
Nonostante il riconoscimento unanime, da parte di storici dell’arte e architetti, del valore artistico dell’edificio, gli studi si sono sempre concentrati quasi esclusivamente sull’intervento di riqualificazione estetica e funzionale ideato da Giuseppe Venanzio Marvuglia (1777-1789). La mancanza di uno studio organico che abbracciasse l’intera storia dell’edificio viene ora colmata da questa monografia di Giovanni Cardamone.
L’autore ricostruisce, attraverso la cospicua documentazione raccolta, la sua travagliata genesi costruttiva e il progressivo sviluppo nel tempo, facendo rivivere la sua magnificenza (ma anche la decadenza e la sventurata perdita parziale), insieme alle alterne vicende umane dei suoi proprietari e al contesto storico in cui questi si avvicendarono.
La ricca Appendice che correda il libro dedica, insieme ad altri argomenti, numerose pagine all’infelice esistenza della marchesa Giovanna Ventimiglia, all’abbazia di S. Maria del Parto e al suo prezioso polittico del XV secolo.



